venerdì 21 gennaio 2011

Analizzare le fiabe: leggere Calvino giocando con le carte di Propp

Analizzare le fiabe: leggere Calvino giocando con le carte di Propp

Alla definizione di "funzione narrativa" concorrono diversi elementi: azioni, personaggi e situazioni codificate. Le azioni sono "agite" da diversi personaggi che corrispondono a una tipologia ricorrente e occorrono in contesti determinati. Gli eventi sono tuttavia ricchi di variazioni combinatorie e i personaggi sono caratterizzati da vivacita dell'azione. Per definire meglio quello che si intende per funzione possiamo ricorrere alle parole di Propp: "La definizione si presenta nella maggior parte dei casi come un sostantivo che esprime l'azione (divieto, richiesta di informazioni fuga, ecc....). In secondo luogo l'azione non puo essere definita fuori dalla posizione nel corso della narrazione. Bisogna tenere conto del valore che quella data funzione ha nel corso dell'azione" (26). l'azione che viene compiuta da quel personaggio in quel momento specifico della storia acquista un carattere di "funzione narrativa" che e il motore dello sviluppo narrativo della fiaba dall'inizio alla sua (lieta) fine. Nella Morfologia della fiaba Propp cosi scrive: "Per lo studio della fiaba e importante cosa fanno i personaggi: chi e come agiscono sono problemi di carattere accessorio.... Precedendo i tempi diremo che le funzioni sono assai poco numerose mentre i personaggi sono numerosissimi. Si spiega cosi il carattere duplice della fiaba, la sua eterogeneita e il suo carattere pittoresco e, dall'altro lato la sua non meno sorprendente uniformita, e la sua ripetitivita" (27).
Il programma PROPP non utilizza le 31 funzioni narrative descritte da Propp, ma una selezione di esse come suggerito da un pedagogista italiano Gianni Rodari (1920-1980) nel suo Grammatica della fantasia. Rodari ha scritto attomo all'utilizzazione della fiaba nel lavoro didattico pensando all'acquisizione della L1 nei bambini. L'ipotesi di lavoro di Rodari e stata trasposta in un contesto didattico differente come quello dell'apprendimento della L2 e sono stati utilizzati i suoi suggerimenti per costruire una attivita didattica finalizzata alla lettura e alla costruzione di storie. Rodari consigliava di ridurre le funzioni individuate da Propp a 20, di cui e possibile fornire una lista.
Le 20 funzioni utilizzate nel programma sono:
1. Divieto. La fiaba si apre con la dichiarazione di un divieto imposto all'eroe o ad un altro personaggio con cui l'eroe e, o verra, in contatto.
2. Infrazione. Il divieto viene infranto, consapevolmente o inconsapevolmente.
3. Danneggiamento o Mancanza. L'infrazione del divieto produce la perditadi qualcosa o conduce ad una situazione dannosa o pericolosa.
4. Partenza. Per riparare il danno o per recuperare la perdita l'eroe deve lasciare la sua abitazione o il suo rifugio
5. Missione. L'eroe si prefigge un compito che, se portato a termine, potra riparare il danneggiamento.
6. Donatore. Nel suo cammino l'eroe incontra un personaggio che gli offre--alcune volte in cambio di un gesto di generosita dell'eroe--dei doni.
7. Doni magici. I doni, spesso nel numero di tre, hanno poteri magici di cul l'eroe puo essere, o meno, a conoscenza.

8. Antagonista. L'antagonista e il nemico che si oppone all'eroe e ostacola il compimento della missione.
9. Poteri dell'antagonista. L'antagonista e dotato di poteri malefici che usa per combattere l'eroe.
10. Duello. L'eroe e l'antagonista combattono. In questa situazione il primo puo utilizzare i doni magici ricevuti dal donatore.
11. Vittoria dell'eroe. L'eroe sconfigge l'antagonista e porta a termine la sua missione.
12. Ritorno dell'eroe. L'eroe si avvia sulla strada del ritorno. Durante il viaggio puo imbattersi in ulteriori vicende di persecuzioni e salvataggi.
13. Arrivo a casa. L'eroe arriva a casa in incognito, oppure cosi trasformato dalle avventure passate da non essere riconosciuto.
14. Falso eroe. Un impostore si presenta reclamando il riconoscimento corne eroe e pretendendo il compenso.
15. Prove difficili. L'eroe viene sottoposto ad alcune prove che devono attestare la sua vera identita.
16. Danno riparato. L'eroe e in grado di rimuovere le sciagure o la mancanza iniziale riparando il danno.
17. Riconoscimento dell'eroe. All'eroe, gia riconosciuto nella sua identita, vengono tributati gli onori del caso.
18. Falso eroe smascherato. Il falso eroe--che puo coincidere con l'antagonista--viene smascherato.
19. Puneione dell'antagonista. Il falso eroe o antagonista, cioe il "cattivo" della storia, viene punito.

Essere o avere dal Il libro degli errori di Gianni Rodari



Essere o avere

dal
Il libro degli errori 
di
Gianni Rodari


Il professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. erano operai meridionali, emigrati all'estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio.
- Io ho andato in Germania nel 1958, - diceva uno di loro.
- Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura.
Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:
- Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani del sud di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice: "Sono andato"?
Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero.
- Il verbo andare, - continuò il professor Grammaticus,- è un verbo intransitivo, e come tale vuole l'ausiliare essere.
Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse:
- Sarà come lei dice, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei.
- Un verbo intransitivo.
Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d'altri... lasciare la famiglia, i bambini.
Il professor Grammaticus cominciò a balbettare.
- Certo... veramente... insomma, però... comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo "essere": io sono, tu sei, egli è...
- Eh,- disse l'emigrante, sorridendo con gentilezza,- io sono, noi siamo!... Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. siamo sempre là, è là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare.
E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. e il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. e intanto borbottava tra sé: - Stupido! Stupido che non sono altro. vado a cercare gli errori nei verbi... ma gli errori più grossi sono nelle cose!

Sacco mescolone

Sacco mescolone

Sacco mescolone come un minestrone
io ci metto tante figure
e ne tiro fuori solo tre
com quelle ci faccio storie,
storie matte per giocare,
e anche qualche pazza canzone
magari stonata come un campanone
ma non pensare che siano
meno belle di quelle che leggerai
anzi saranno più sorprendenti che mai
storie e storielle da cambiare
per ridere e scherzare,
puoi fare anche un mescolone
di quelle che già conosci già
un esempio cappuiccetto rosso fa l'autostop
Chi si fremerà??? decidilo tu!!!
Io quando l'ho raccontata
al mio bambino ho pensato alla carozza
del gatto con gli stivali che essendo
un bravissimo gatto furbo e accorto
aiuta capuccetto a fare
cambiare rotta al lupone..

Filastrocca inventata da me per Guido

L'idea del gioco sacco mescolone  e dell'albero azzurro ma la filastrocca è scritta e inventata da me

BABBO LUPO FA TRASLOCO

BABBO LUPO FA TRASLOCO

Babbo Lupo ha una casetta
un po troppo piccolina
"Qui bisogna far trasloco!"
dice a Mamma che è in cucina

C'è una casa sotto il pino
messa in vendita dal Tasso
Ha due camere di sopra
e due camere da basso

Lupo parla con il Tasso
e l'affare va d'incanto
Orac'è da far trasloco
e il lavoro è proprio tanto

"Non dimenticate niente!"
dice Mamma ai suoi lupetti.
"Cominciamo a caricare sedie,
armadi, e i vostri letti"

"Nello scatolone grosso
ci vanno le cose da portare
Vieni fuori piccolino,
non è l'ora di giocare!"

"Il servizio della Nonna
che si rompe facilmente
va incartato molto bene
dice Babbo che è prudente

Santo cielo che pasticcio!
il baule si è sfasciato:
tutte quante le coperte
sono sparse lì sul prato.

Chiede a Mamma Lupotino:
"Dove metto l'aquilone?"
"Nella scatola dei giochi,
Lì, vicino a quel pallone

"E le bambole?E i vestiti?"
Chiede Lupottina incerta.
"Su, sei grande fai da sola!
Sei capace, ne son certa!"

Bebè grida trafelato:
"Guadda, Babbo, il mio ciucciotto
io non lo tovavo più....
ed invece ela qui totto"

Mamma mia che confusione!
Tutto è fuori e niente è a posto.
Per di più tutti hanno fame,
dove sarà mai l'arrosto?

"Ho perduto il mio orsachiotto!"
strilla Lupo piccolino.
"Ma se è qui tra le padelle!
Su, non piangere, sciocchino!"

Quasi come per magia.
tutto quanto è sistemato.
All'inizio di quel giorno
Chi l'avrebbe mai pensato?

La casetta nuova è grande.
Babbo e Mamma son contenti
Ora arrivano i vicini
e fan molti complimenti

Scende il buio sopra il pino
I lupetti fan la nanna.
Finalmente stan tranquilli
Babbo Lupo e Lupa Mamma

Filastrocca trovata su Donna e Mamma circa nel 1994-1995

Storie della notte a luci spente di Nuvolotta scritte per Guido

Stora di un bambino con tanta fantasia ed di un lupo nero...



Un giorno un bambino con molta fantasia si perse per un sentiero buio.Faceva tanto freddo e lui era solo. Si fece coraggio ed entrando in una grotta e li chi ti incontra??? Indovina un poco??Un lupo nero con lo sguardo cupo che lo squadra da capo a piedi "Non mi vorrai mica mangiare o lupo nero"  disse il bambino pieno di paura "Ma no cucciolotto non darti pena ho già mangiato ho la pancia piena! Ma non ti lascio andare se non mi racconti una bella storia" E il bimbo cosa fece?? Stai ad ascoltare! Gli racconta la storia molto conosciuta
di una bambina sciocca con un cappuccetto rosso, "O basta bambino non andare avanti raccontane un altra questa non è vera noi altri lupi non siamo così malvagi  Son tutte storia non starle ad ascoltare, Sei noi lupi uccidiamo per mangiare non lo facciamo di certo per fare un dispetto. Un boccone e via per non morir di fame Poi son animali malandati che di morire sono destinati, Che dire di voi uomini?? che date le colpa al Lupo di mangiare quei teneri agnellini, e io ti dico tosto non è sulla bocca nostra che va a finire l'agnello arrosto, Ma sulle tavole di certi Pastori che alla mamma pecora sottraggono il cuccioletto, Lo fanno di nascosto, ma poi  a lei dicono che il loro piccolo se l'è mangiato il lupo." "Allora" dice il lupo "Hai capito piccolo qual'è la storia vera??"E dice allora il bimbo " Ma perchè non mangi il pane chè è buono e Profumato? Così tutti sanno che non sei cattivo??" il lupo  non risponde ma sorride con dolcezza e pensa "Beata innocenza"e poi il bimbo si mette raccontare tante belle storie e il lupo si diverte e ride di buon cuore poi giocano a nascondino, a farsi il solletico sulla pancia e quando il lupo vede che il bambino  è stanco lo fa salire in groppa lo porta sulla giusta strada così a casa arriva


la tua mamma Daniela


Per farmi venire molte idee per inventare le favole di notte Mi ha aiutato molto leggere il libro
"Grammatica della fantasia" di  Gianni Rodari  Ci sono altri buoni  Libri ma Gianni Rodari è senza altro il maestro, anche lo Schema di Propp che si trova nel libro Morfologia della fiaba è un grande aiuto per scrivere favole.

Morfologia della fiaba è un celebre saggio di Vladimir Propp , pubblicato a Leningrado nel 1928 e uscito in Italia nel 1966 per i tipi dell'Einaudi, a cura di Gian Luigi Bravo. Inizialmente pubblicato solo in Russia, questo scritto ha influenzato le ricerche dell’antropologo Claude Levi-Strauss e del linguista Roland Barthes. Dopo la sua traduzione e diffusione in occidente negli anni cinquanta, il testo si è costruito la fama che a tutt’oggi negli ambiti accademici che si occupano di analizzare mass media e forme artistiche.

Siti su Rodari e siti di filastrocche favole e fiabe
http://www.giannirodari.it/
http://www.bdp.it/Rodari/
http://www.indire.it/Rodari/
http://www.maristi.it/varia/rodari.htm
http://www.formicaio.it/formicaio/index.htm?http://www.formicaio.it/formicaio/servizi/articoli/vedi_cronaca.asp?scuola=rodari
http://www.novara.com/letteratura/archivio/rodari/rodari_biografia.htm
http://www.varesenews.it/articoli/2000/novembre/varese-laghi/9-11giannirodari.htm
http://digilander.libero.it/Gretablu/cosette/parliamo_di/rodari.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari
http://piccolerime.interfree.it/rodari/rodarihome.htm
http://spazioinwind.libero.it/maestrasabry/risorse/filastrocche.htm

http://www.stroccofillo.it/
http://www.filastrocche.it/


Ninne nanne per un bimbo che non dorme mai

Ninne nanne per un bimbo che non dorme mai 

In molti di voi sanno che io e Guido abbiamo una leggera disabilità ma ho raccontanto a pochi che questo a comporato per lui e per noi lunghe notte insonni, per immaturità dei centri nervosi Guido ha iniziato a dormire tutte le notti all'età di 8 anni Allora mi inventavo ninne nanne da cantare storie brevi da raccontare, anche brevi poesie sussurrate piano mentre ascolatavamo qualche cassetta di musiche dolcissime, spesso si addormentava io gli restavo vicina nel suo lettino o sdraiata in tappeto vicino a lui e spesso mi addormetavo con lui, 

Notte Rosa 

Notte rosa, culla la luna, 
chiudi gli occhi o mio tesoro, 
notte d'argento nel scintillio dell'onda 
la luna si perde in un sonno profondo 
e il vento raccoglie i suoi sospiri 
per farne una musica da portare oltremare 
il respiro profondo si chiude in un sogno 

S'addormenta il mio bimbo, 
ascoltando la sua canzone 
in un sonno d'incanto 
lui sogna la luna 
che nella notte si lascia 
cullare dall'onda del mare 

e la luna dorme di un sonno profondo 
e stesa sul mare e il cielo blu profondo 
le fa da coperta, una coperta trapuntata di stelle 
che la tiene dentro un tepore e piano piano scende 
lungo il sonno del mio bambino 
Dormi dormi o mio tesoro 
d'un sonno profondo 
mentre la luna si lascia cullare 
dalle onde del mare 

la tua mamma Daniela 

La Luna Nera

La Luna Nera



C'era una volta una città che aveva la luna sempre nera. Un viaggiatore passò di là e volle sapere, chiese, domandò, insomma s'informò. Così venne a sapere la verità. Viveva in quella città un bellissima ragazza di nome Sao, un terribile mago la volle come sposa e poichè lei non ne voleva sapere egli la rapì e la portò in un bosco incantato intricato d'alberi e buio di notte e la fece diventare una civetta.Di giorno la bella Sao tornava essere umano e veniva rinchiusa in una gabbia, di notte tornava ad essere una civetta.Ma l'incantesimo sarebbe svanito se Sao fosse riuscita a fuggire dal bosco incantato, ed allora il mago fece diventare la luna nera, in modo, che non rischiarasse la via, alla bella fanciulla dandogli la possibilità di scappare. Il viaggiatore devi sapere era un famoso inventore, pensa ad un modo per liberare Sao. Pensa e ripensa "Il fuoco" esclama infine. I saggi gli dicono che hanno già provato ma il mago ha spento il fuoco con un uragano che poi ha danneggiato le case i campi e da allora tutti hanno paura e nessuno osa più combatterlo. Allora l'inventore disse "Il fuoco dell'amore" visto che dopo aver visto il ritratto di Sao se n'era perdutamente innamorato. Allora fece accendere tanti falò tutti insieme formando un cerchio tutt'intorno alla foresta incantata. Il mago ancora l'uragano invocò ma questa volta l'incantesimo svanì perché la forza del suo amore era più forte di mille uragani. Il fuoco rischiaro il bosco incantato così la civetta fuggì e ragazza tornò e appena vide il viaggiatore subito se ne innamorò. Il mago s'infuriò i piedi pestò e ripestò. Ma il bosco incantato rischiarato dal fuoco dell'amore svanì e un vortice si aprì ed il mago inghiottì poi tutto si richiuse il bosco ritornò, incantato non era più ma incantevole sì, mille specie di fiori dai profumi più intesi e dolci, uccelli dalle piume di mille colori intrecciavano i voli. Un incantesimo piccino piccino rimaneva però... Chi passeggiava con la sua anima gemella dopo poco tempo se la sposava. La gente aveva ancora la sua luna che però ora era lucente. La città fu chiamata "Luna Lucente" e il suo bosco "Bosco degli innamorati".

Favola per Guido scritta da me